Riserva naturale statale Le Cesine

La storia

Il nome Cesine deriva dal latino caedere cioè tagliare, da cui”bosco ceduo” e ricorda la pratica originaria del Medioevo di tagliare gli alberi e di bruciare i boschi per riceverne terreni fertili per l’agricoltura.

Segine era anche la cittadella che si ergeva nei dintorni del castello di caccia realizzato nel 1956 da Alfonso dell’Acaja. L’area è stata riconosciuta Zona Umida di Importanza Internazionale nel 1977. Nel 1978 venne istituita l’Oasi di protezione della fauna. nel 1980 l’area è divenuta Riserva Naturale dello Stato.

L’ambiente

La riserva costituisce uno degli ultimi tratti superstiti delle vaste paludi che si estendevano tra Brindisi e Otranto.

Nell’insieme la Riserva è costituita da vari ambienti: la duna, l’area palustre, il bosco, la macchia e la zona coltivata.

Il litorale è in gran parte sabbioso e si estende per 6 km. La zona umida raccoglie numerosi ambienti: i due stagni, grandi estensioni di canneto, tratti a palude e acquitrino ed una rete di canali.

I due stagni retrodunali, “Salapi” e “Pantano Grande”, alimentati dalla pioggia, non superano i due metri di profondità; sono separati dal mare da un cordone di esili dune sabbiose che a volte vengono scavalcate dalle mareggiate: la salinità è dunque variabile e diminuisce verso l’interno.

Sono popolati, in autunno e in primavera, da numerose specie di migratori.

LA RISERVA

Posizione geografica: In Puglia, nella provincia di Lecce, Comune di Vernole, lungo il litorale adriatico. Data di creazione: 1979.

Estensione: 620 ettari di cui 350 gestiti dal WWF.

Strutture: Centro Visite con sala riunioni, 5 percorsi-natura con cartelli didattici e capanni avvistamento, 1 sentiero-natura attrezzato per diversamente abili.

Attività: educazione ambientale, visite guidate, teatro, escursioni in bicicletta.

Gestione: diretta del WWF Italia, che si avvale, per la gestione dei servizi di visita ed educazione ambientale, della Cooperativa SegeS.

La flora

Il litorale, intatto, annovera numerose piante dunali come la rughetta marina, la salsola e la soldanella di mare; nella parte ciottolosa crescono la piantaggine, il finocchio marino e il limonio.

Sulle dune e sulla fascia retrodunale arbusti di ginepro fenicio, piante di eringio marittimo, giglio e violaciocca di mare e tante altre che svolgono un importante funzione di consolidamento.

Tra gli arbusti della macchia mediterranea fioriscono orchidee selvatiche, la romulea rosa, le silene e i garofani selvatici.

La vegetazione palustre è molto rigogliosa e presenta vaste distese di canneto a cannuccia di palude, tifa e il bellissimo iris giallo, dai grandi fiori; molto belle sono inoltre Orchis palustris e Orchis laxiflora, entrambe di color porpora.

Tra le piante più rare delle Cesine spiccano certamente l’Ipomea sagittata e la periploca greca, fortemente minacciate in Italia e localizzate oramai in poche aree.

La fauna

Trovandosi su una delle principali rotte migratorie del Mediterraneo, l’Oasi è frequentata da numerose specie di uccelli che proprio durante le migrazioni offrono uno spettacolo eccezionale.

I più comuni sono gli anatidi con molte specie: il moriglione, simbolo della riserva, e poi, germano reale, codone, fischione, mestolone, volpoca, smergo, moretta.

Sono ovunque frequenti gli ardeidi con l’airone cenerino, la garzetta ed in misura minore l’airone bianco maggiore, l’airone rosso, il tarabusino, la nitticora; di particolare interesse anche il cavaliere d’Italia, l’avocetta, il mignattaio, il falco di palude. La macchia ospita numerosi passeriformi.

Tra i mammiferi, i più comuni sono la volpe e il tasso.

Nell’Oasi vive anche il colubro leopardino, un raro serpente, tipico delle estreme regioni meridionali della penisola e del Mediterraneo.

I sentieri

Sono cinque gli itinerari principali, di cui uno attrezzato per i diversamente abili.

Tutti percorrono la macchia e il bosco e portano agli specchi d’acqua dove capanni e torrette permettono l’osservazione degli uccelli.

Durante la passeggiata ammirate la flora, qui molto ricca e spesso rara.

Presso il Centro Visite, una antica masseria fortificata con un grande cortile centrale, si svolgono le attività didattiche.

Le guide naturalistiche della Riserva (Coop. Seges), propongono esperienze sempre innovative e coinvolgenti, sia per scolaresche che per gruppi, per far sì che una passeggiata in natura si trasformi in una esperienza indimenticabile di scoperta, gioco e meraviglia.

La Visita

L’esperienza in natura a Le Cesine prevede un’escursione con guida di due ore circa.

Si visitano gli habitat più rappresentativi della Riserva (bosco, macchia mediterranea, palude costiera).

Mediante il coinvolgimento emozionale i visitatori verranno accompagnati in un percorso di conoscenza, sostenibilità e conservazione.

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