Parco Naturale Regionale
Porto Selvaggio e Palude del Capitano

INTRODUZIONE AL PARCO

Il Parco naturale regionale Porto Selvaggio è un parco regionale della Puglia sito nel territorio di Nardò, istituito con la Legge Regionale del 15 marzo 2006, e rientra a far parte del Fondo FAI (Fondo per l’ambiente Italiano) e nel 2007 è stato inserito nell’elenco dei ‘100 luoghi da salvare’.

Inizialmente comprendeva 420 ettari. Una parte del parco, circa 250 ettari, è stata realizzata con il terreno ceduto al comune dal Barone Angelo Antonio Fumarola di Porto Selvaggio.

Oggi il parco si estende per un’area di 1500 ettari tra cui 300 di pineta e 7 Km di costa rocciosa sia alta che bassa che fronteggia il Mar Ionio.

Il Parco è delimitato da due Torri: Torre dell’Alto e Torre Uluzzo e comprende tre zone SIC: Torre Uluzzo, Torre Inserraglio e Palude del Capitano oltre a numerose aree di importanza archeologica e paleontologica, ad oggi si contano 23 grotte preistoriche tra cui 11  di eccezionale importanza, e tre maestose torri costiere, costruite verso la fine del 1500 dagli Spagnoli a difesa delle incursioni saracene: Torre Inserraglio, rivolta verso la Palude del Capitano, Torre Uluzzo che si erge nell’omonima baia e Torre dell’Alto che domina il dirupo della ‘dannata’ così chiamato per la leggenda che narra di una donna gettatasi giù dal dirupo per sfuggire al nobile che le imponeva lo ius primae noctis.

Il centro visite del Parco è la Masseria Torre Nova, posta sull’altopiano di Serra Cicora, una caratteristica masseria del sedicesimo secolo, costruita su una già preesistente torre di origine normanna. Da qui si parte alla  scoperta del parco e del suo ecosistema.

Palude del Capitano

Quest’area è caratterizzata dalla presenza di doline carsiche nate dal crollo della superficie di cavità sotterranee creando piccoli bacini, le cosiddette ‘Spunnulate’.

Intorno troviamo la macchia mediterranea con lentisco, mirto, ginestra e asparago, si può notare la presenza di salicornieti e del raro spinaporci.

Di particolare rilievo sono le varie specie di orchidee spontanee soprattutto le ofridi e nel parco se ne contano più di venti.

Vicino alla costa troviamo il giuncheto, importante stazione migratoria dove possiamo osservare il cavaliere d’Italia, la garzetta, l’ airone cenerino, il piro piro boschereccio, la garza ciuffetto e il raro nono.

Baia di Uluzzo

Nel Parco regionale naturale di Porto Sevaggio e Palude del Capitano troviamo la Baia di Uluzzo. Il suo nome è legato a importanti scoperte archeologiche.

Testimoniano oltre 120.000 anni di storia le due grotte sottostanti la baia: grotta di Uluzzo (ubicata sotto la torre omonima) e grotta del Cavallo dove sono stati rinvenuti reperti appartenenti al Paleolitico Superiore, strumenti a forma di semiluna, collane di conchiglie e resti macellati di animali a testimoniare una cultura, l’Uluzziano, qui riconosciuta per la prima volta e che prende il nome dalla stessa Baia.

Importanti sono i ritrovamenti che testimoniano la presenza di attività artistiche, come ciottoli incisi raffiguranti forme geometriche e denti di Homo Sapiens risalenti a 45.000 anni fa.

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