Parco Naturale Regionale Litorale di Ugento

Il Parco Naturale Regionale “Litorale di Ugento”, istituito con la L.R. n.13 del 28 maggio 2007, si estende per circa 1600 ettari, tra le località di Torre San Giovanni e Lido Marini.

È caratterizzato da una grande varietà di ambienti naturali: la fascia dei litorali sabbiosi e rocciosi, gli ambienti retrodunali umidi, la zona palustre, l’area boscata, la macchia mediterranea e gli uliveti secolari.

La visita guidata consente di ripercorrere le dinamiche evolutive che hanno caratterizzato, dal punto di vista ambientale, l’intero territorio con specifica attenzione alla flora e alla fauna.

Il percorso si snoda tra le vie della cittadina, situata nell’immediato entroterra della costa ionico-salentina, a 5 km dal mare.

Il territorio conosce una prima frequentazione antropica durante il Neolitico, con una continuità abitativa costante, fino all’epoca moderna.

Ugento è il centro dominante della Messapia arcaica meridionale chiamato Aoze(tum) o Ozan(tum), come suggeriscono le legende presenti sulle  monete del III secolo a.C. Questo viene traslitterato nel greco Uxenton e nel latino Uzentum. A partire dal VI secolo a.C., la città presenta un  assetto “proto-urbano”, con l’acropoli e le abitazioni disposte nella parte alta, dove oggi si estende il centro storico.

Le necropoli, invece, occupano le zone pianeggiantialle pendici della serra, anche se non mancano tombe isolate, spesso aristocratiche, all’interno dell’abitato.

Nel corso del IV secolo a.C., viene costruita un’imponente cinta muraria, lunga circa 4.900 m, che circoscrive una superficie di quasi 145 ettari e  viene demolita nei decenni finali del III secolo a.C., durante la guerra annibalica.

A testimoniare l’importanza della città, è il porto presso Torre San Giovanni dove, a partire dal IV sec. a.C., si costruisce un insediamento gemello di quello centrale, con tanto di necropoli e luoghi

di culto.

La conquista romana, che culmina con la deduzione del municipium nel 90-88 a.C., non determina modifiche sostanziali al precedente insediamento messapico. Con la caduta dell’impero romano, Ugento passa nelle mani dei Bizantini che lasciano importanti tracce sul territorio. Successivamente i Normanni, modificano l’aspetto dell’area, collocando la loro sede centrale nel luogo dove, in età angioina, viene edificato il castello.

Tra i più famosi rinvenimenti archeologici di Ugento si segnala la celebre statua bronzea dello Zeus arcaico, oggi conservata nel Museo Archeologico di Taranto.

Il Sistema Museale di Ugento (LE) viene istituito nel 2011, con una concessione di servizi stipulata tra il Comune e lo Studio di Consulenza Archeologica, al fine di promuovere un percorso di gestione integrato dei Beni Culturali del territorio. Comprende il Nuovo Museo Archeologico, la Collezione archeologica Adolfo Colosso, il Complesso Monumentale della Cripta del Crocifisso e la Chiesa della Madonna di Costantinopoli.

Palazzo Rovito, sede della Biblioteca e dell’Archivio storico del Comune di Ugento, rientra tra i Beni del Sistema. Il Castello dei Principi d’Amore, attualmente interessato da lavori di restauro e indagini sistematiche, presto entrerà nel percorso di valorizzazione e fruizione.

NUOVO MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Nuovo Museo Archeologico, cuore del Sistema Museale di Ugento, ha sede nel convento di S. Maria della Pietà dei Frati Minori Osservanti.Il complesso conventuale viene edificato nel 1430 per volere del conte Raimondello Orsini del Balzo. La struttura rimane luogo di ritiro e preghiera dell’ordine francescano fino al 1866, per poi subire una serie di modifiche e rifacimenti. Nel 1968, l’antico convento diventa sede del Museo Civico di Archeologia mantenendo inalterato tale uso fino ad oggi.


Il convento conserva un interessante ciclo pittorico realizzato da maestranze locali, tra la fine del Cinquecento e i primi anni del Settecento. Gli esempi più importanti si trovano nelle tre cappelle laterali al chiostro, un tempo facenti parte della Chiesa di Sant’Antonio da Padova, murate a seguito di un ridimensionamento della stessa.

La Madonna di Costantinopoli, assisa in trono tra San Bonaventura e San Francesco da Paola, i Santi Medici Cosma e Damiano, la Madonna del Latte, la Madonna del Purgatorio, l’Annunciazione e la Crocifissione sono solo alcuni degli affreschi che decorano le pareti e le volte delle piccole cappelle.

Nel chiostro, campeggiano due lunette con episodi della vita di Sant’Antonio. Le pareti del refettorio, invece, riportano una fascia continua con scene della Genesi e un maestoso affresco settecentesco raffigurante l’Ultima Cena.

Tra le celle al piano primo, si distingue la Sala del Priore, la cui volta è affrescata con le figure dei santi dell’ordine francese.

Il percorso espositivo si distribuisce su due piani ed è organizzato in sezioni tematiche.

Il chiostro è dominato dall’imponente Tomba dell’Atleta cui si affiancano i reperti delle necropoli ugentine.

Un’intera sala è dedicata ai luoghi di culto e alla famosa statua dello Zeus di Ugento.

L’Antiquarium, al primo piano, è una sorta di pre-museo in cui sono confluiti tutti i reperti della vecchia esposizione o provenienti da collezioni private.

Nelle rimanenti sale, un tempo celle di ritiro dei monaci francescani, trovano posto la sezione numismatica, quella preistorica e quella medievale, i rinvenimenti subacquei e i reperti provenienti dallo scalo portuale di Torre San Giovanni e dai santuari di Oria e Taranto.

L’Antiquarium, al primo piano, è una sorta di pre-museo in cui sono confluiti tutti i reperti della vecchia esposizione o provenienti da collezioni private.

Nelle rimanenti sale, un tempo celle di ritiro dei monaci francescani, trovano posto la sezione numismatica, quella preistorica e quella medievale, i rinvenimenti subacquei e i reperti provenienti dallo scalo portuale di Torre San Giovanni e dai santuari di Oria e Taranto.

COLLEZIONE ARCHEOLOGICA ADOLFO COLOSSO

Conservata all’interno dell’omonimo palazzo del proprietario terriero, sindaco di Ugento e appassionato collezionista di antichità, conta circa 794 reperti, databili tra il VII sec. a.C. e l’età altomedievale, disposti in sezioni tematiche.

Una parte della collezione è dedicata ai reperti databili tra il VI secolo a.C. e l’età ellenistica:

sono esposte trozzelle e piattia vernice bruno rossiccia, tutti elementi caratteristici del repertorio ceramico indigeno dei Messapi.

C’è, poi, tutta la produzione ceramica importata dalla Grecia, come le lekythoi attiche.

Nella collezione sono presenti anche reperti scultorei tra i quali si distinguono una testa di impronta scopadea, della fine del IV sec. a.C. ed un torso maschile in pietra.

Elemento di punta della raccolta è un capitello dorico con abaco decorato da rosette, strettamente confrontabile con il capitello sul quale era collocata la statua dello Zeus arcaico.

CRIPTA DEL CROCIFISSO

Sita in prossimità dell’antica cinta muraria messapica, è un ipogeo adibito nei secoli a luogo di culto. Collocandosi sul tracciato della Via Traiana Salentina, importante arteria stradale di età romana imperiale (II secolo d.C.), è stata, nel corso dei secoli, meta di pellegrinaggi. La frequentazione del sito si colloca in pieno periodo bizantino (VI sec. d.C.). Particolari e unici sono le decorazioni che ricoprono la volta e il ciclo delle pareti perimetrali.

Sul soffitto sono dipinti scudi crociati rossi e neri, inseriti in un cielo stellato e affiancati da figure mitologiche, come l’Idra e il Grifone, e da altre creature mostruose.

Sulle pareti perimetrali campeggiano le figure della Vergine, di San Nicola, del Cristo Pantocratore.

La cripta prende il nome dall’affresco della Crocifissione che sormonta l’altare.

Cronologicamente il ciclo degli affreschi può essere distinto in tre periodi: XIII secolo, pieno XIV secolo, XVII secolo.

CHIESA DELLA MADONNA DI COSTANTINOPOLI

La Chiesa della Madonna di Costantinopoli è situata nei pressi della Cripta del Crocifisso. Costruita nel Seicento, per iniziativa privata dalla famiglia Papadia, passa ai Frati Minimi che la reggono fino al 1866, quando viene confiscata e venduta all’asta. La cappella è stata successivamente acquistata dal Comune di Ugento che ha provveduto, nel 2005, al restauro e alla successiva apertura.

Si compone di un singolo vano a botte, con le pareti completamente affrescate. Al centro della volta, è dipinto lo stemma familiare. Sulla parete che sormonta l’altare è raffigurata la Madonna di Costantinopoli. Sulle pareti laterali sono affrescati diversi santi, a figura intera, fra cui si riconoscono San Nicola, Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA DI VISITA

Mattina: visita al Parco Naturale Regionale

DURATA: 3h

Pomeriggio: visita ai Beni del Sistema Museale

DURATA: 3h

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