Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio

INTRODUZIONE STORICA

Il parco Naturale Regionale di Rauccio, prende il nome da Raguccio Maresgallo, antico proprietario della masseria, e antico massaro dei feudi che si trovano nella riserva che si estende verso il litorale adriatico a circa 13 Km dal capoluogo salentino, in un’area compresa tra le torri costiere di vedetta: torre ‘Rinalda’ e torre ‘Chianca’

Originariamente si trattava di una masseria da pascolo con ovini e bovini, oliveti e terreni a macchia, si pensa  risalente al XVII secolo, oggi Centro Visite della riserva naturale e sede del Centro di Educazione Ambientale del WWF. 

IL PARCO NATURALE REGIONALE

Il Parco Naturale Regionale Bosco e Paludi di Rauccio è situato lungo il litorale adriatico con un’estensione di 1.593 ha ed è un’area naturale protetta della Puglia istituita con la legge regionale n.25 del dicembre 2002.

Il Parco è così costituito:

  • 18 ettari occupati da una lecceta, testimonianza residuale della ‘Foresta di Lecci’
  • 90 ettari da una zona paludosa denominata ‘specchia della Milogna’
  • 4 ettari che comprendono i due bacini costieri, Idume e Fetida
  • 4 km circa di costa mediterranea.

Sentiero Botanico

Il Parco può vantare molti habitat differenti, primo fra tutti il bosco di lecci (Quercus Ilex) che si estende per un’area di 18 ettari.

Questo piccolo bosco di querce si trova su un terreno roccioso quindi non coltivabile.

I querceti in passato dominavano il territorio leccese, ma col tempo sono stati abbattuti per far posto ai campi da coltivare oppure per ricavarne legna.

Il piccolo bosco di Rauccio, infatti, dopo aver subito un taglio netto nel 1938, si riproduce  e ricresce dando vita all’attuale habitat.

Oggi a far da padroni sono i maestosi lecci alti oltre 20 metri e l’accesso al parco è possibile solo accompagnati da brave guide naturalistiche che tra i giochi di luce, creati dai lunghi rami delle querce che si incrociano spingendosi verso l’alto, ci faranno ammirare un sottobosco con più di 30 specie botaniche rare.

 Tra le specie maggiormente rappresentate abbiamo: il pungitopo (Ruscus aculeatus) con le sue bacche rosse; alcune specie lianose tra cui la ‘stracciabraghe’ (Smilax aspera) spinosa con foglie a forma di cuore che insieme all’edera (Hedera Elix) e alla robbia selvatica (Rubia Peregrina) dialettalmente detta ‘Ziccate a mie’ si arrampicano e si intrecciano ai lunghi rami delle maestose querce in cerca della luce del sole; in autunno ritroviamo alcune specie di funghi e i ciclamini napoletani. Ma è in primavera che le radure appaiono molto colorate grazie alla fioritura  della rarissima Ipomea Sagittata dalle sfumature rosate, all’azzurro del lino selvatico, al color porpora della Periploca graeca, purtroppo a rischio estinzione in Italia, al rosa chiaro dell’orchidea piramidale, al giallo degli eliantemi ionici e alle fioriture bianche del cisto di Montpellier.

Sentiero Faunistico

Percorrendo il sentiero, se si fa attenzione si possono scorgere tracce degli animali del parco: tane, impronte, piume o peli.

Anche se non è facile incontrare i piccoli abitanti del parco, molte sono le specie di mammiferi presenti come la faine, la volpe, il riccio, la donnola e soprattutto il tasso il cui termine dialettale ‘melogna’ o ‘milogna’ testimonia la presenza della specie nella vasta zona umida denominata ‘Specchia di Milogna’.

Quest’ area, ridotta a circa 90 ettari dopo le bonifiche effettuate nei primi decenni del novecento, è alimentata dalle acque piovane e da risorgive carsiche che i locali denominano ‘ajisi’.

Oggi la maggior parte delle acque convogliano nel bacino artificiale dell’Idume prima di sfociare in mare.

Qui è la presenza di uccelli di passo, svernanti e stanziali, a designare la vera ricchezza faunistica dell’area.   

Presenti sono specie tipiche di ambienti boschivi e di macchia come l’ occhiocotto, la cinciallegra e l’usignolo del fiume.

Tipiche invece della zona umida abbiamo il piro piro piccolo, il cavaliere d’Italia, la garza ciuffetto, l’airone bianco e, quando nelle zone nordiche d’Europa è particolarmente freddo, la presenza della cicogna reale.  

Nei canali possiamo facilmente trovare la rana verde, il rospo smeraldino, la biscia dal collare e meno frequente, ma ancora presente la testuggine d’acqua.

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