Parco Naturale Regionale
Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase

Introduzione

Il Parco Naturale Regionale “Costa Otranto Santa Maria di Leuca – Bosco di tricase” è un Parco Regionale della Puglia istituito con Legge Regionale del 26 Ottobre 2006, n. 30. L’8 febbraio 2008 il Consiglio Provinciale della Provincia di Lecce ha approvato lo schema di atto costitutivo e lo statuto del Consorzio incaricato della gestione del Parco, che ha sede ad Andrano.

Il Consorzio di gestione, costituito il 29 luglio 2008 tramite il Comitato Esecutivo composto da Presidente e due esperti nominati in data 26 gennaio 2009, amministrerà il Parco per cinque anni.

Il Parco Costiero ha estensione apprezzabile in circa 3227 ha e si estende sul territorio dei comuni di Alessano, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano e Tricase.

L’istituzione dell’area protetta, dislocata lungo la costa orientale del Salento (costa alta a picco sul mare estesa linearmente per circa 57 km), è finalizzata a:

×        conservare e recuperare le biocenosi animali e vegetali;

×        salvaguardare i valori e i beni storico-architettonici;

×        incrementare la superficie e migliorare la funzionalità ecologica degli ambienti naturali; introdurre misure di mobilità sostenibile;

×        promuovere attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica ed attività ricreative sostenibili;

×        promuovere e riqualificare infine le attività economiche compatibili, al fine di migliorare la qualità della vita delle popolazioni residenti.

In linea con tali indirizzi è stata impostata l’attività del Comitato Esecutivo del Parco principalmente nell’ambito di tre fondamentali aree tematiche:

  1. Tutela e conservazione della natura;
  2. Parco ed attività antropiche;
  3. Accessibilità all’area naturale e la fruizione della stessa;
  4. Adozione e stimolo del turismo sostenibile

Il patrimonio storico e culturale

Il patrimonio storico del territorio del Parco si caratterizza per una grande eterogeneità. Numerose sono le testimonianze di un’occupazione del territorio fin dal Paleolitico, riscontrabili in luoghi come la grotta dei Cervi a Porto Badisco, la grotta delle Prazziche a Marina di Novaglie, le grotte Zinzulusa e Romanelli a Castro.

Quest’ultima è stata la prima grotta italiana a restituire pittogrammi risalenti al Paleolitico e al Neolitico, mentre la Grotta dei Cervi è riconosciuta a livello internazionale come un importantissimo complesso pittorico.

Non mancano resti di insediamenti risalenti al Neolitico e all’età del Bronzo.

La civiltà messapica ha lasciato molte testimonianze della sua presenza, prolungatasi nel Salento dal VII- VI sec. a. C. fino alla conquista romana avvenuta nella seconda metà del III sec. a. C.

Numerosi centri, tra cui Castro e Otranto, si sono sviluppati al di sopra di una cinta messapica.

Percorrendo le terre che compongono il Parco, il paesaggio parla della storia che lo ha caratterizzato e formato.

Il tratto di costa che va da Otranto a Santa Maria di Leuca è orlato di Torri d’avvistamento, risalenti al XVI secolo, volute da Carlo V per proteggersi dalle minacce che venivano dal mare, dopo il massacro  di Otranto avvenuto nel 1480 ad opera dei Turchi.  L’architettura rupestre e le colture agrarie tradizionali, delineano un paesaggio costiero ricco di suggestione. Gli oliveti terrazzati coprono gran parte della superficie agricola interna al perimetro del Parco.

I labirinti di muretti a secco definiscono questo paesaggio che trova nella pietra e nelle rocce calcaree la sua massima espressione.

Non mancano al riguardo opere straordinarie per la mole e per la perfezione dei manufatti; è possibile, ad esempio, imbattersi in imponenti muraglie di pietre a secco (mantagnate) costruite per proteggere sparute piante di olivi, fichi, peri ed altre specie da frutto.

Alcune delle varietà agrarie presenti sono ormai diventate vere rarità botaniche altre, ancora piuttosto comuni, sono custodite nei tantissimi minuscoli orti e frutteti terrazzati che dalle quote più elevate degradano verso il mare.

Nell’entroterra, le masserie sorgono come monumenti alla cultura contadina, che ha trovato in questi nuclei la forma abitativa più consona all’ordinamento economico e sociale di stampo latifondista, che si protrasse fino alla riforma agraria avvenuta nel XIX sec.

Nei centri storici le città vecchie si configurano come dedali di vicoli nei quali si affacciano i Palazzi nobiliari con  le loro evoluzioni barocche e dove spesso troneggiano castelli più o meno imponenti.

Proprio i centri storici sono stati oggetto di riqualificazione e ristrutturazione. Un elemento importantissimo della cultura del luogo è il forte senso del sacro. Anche nei piccoli paesini si possono ammirare numerose chiese e cappelle rurali. Tra tutta l’architettura religiosa merita una citazione particolare la Cattedrale dell’Annunziata ad Otranto.

Finita di costruire nel 1088, fu edificata su 42 colonne monolitiche, diverse per qualità del granito e del marmo, per stile e periodo di produzione. Il pavimento è interamente ricoperto da un mosaico a tessere policrome, eseguito da un monaco basiliano di nome Pantaleone, tra il 1163 e il  1166. Vi sono raffigurate varie figure storiche e immagini simboliche, tra cui l’albero della vita e il ciclo delle stagioni.

Può essere considerato in qualche modo un compendio dell’immaginario medievale. Il quadro generale di questi elementi, appare come una mappa che narra di intrecci tra civiltà differenti, dei cambiamenti nell’ordine sociale, economico e culturale, che si sono susseguiti nel corso del tempo. Ci comunica un’immagine del Salento che, grazie al mare (percepito più come via di comunicazione che come ostacolo o confine), ha rappresentato una porta verso l’Italia per i popoli provenienti dal Mediterraneo, un canale di comunicazione e di approdo. Un crocevia di popoli e culture, ognuna delle quali ha contribuito a formare l’identità specifica del territorio e a costruire quel patrimonio materiale e immateriale che trova in questo lembo di terra un’espressione unica e singolare. 

Biodiversità e Conservazione della Natura

Habitat

L’area del Parco contiene ambienti e biocenosi di rilevante interesse per la conservazione del paesaggio e della biodiversità in Puglia.

Nel loro insieme tali ambienti occupano aree più o meno frammentate a monte e a valle della strada litoranea che rappresenta una vera e propria spina dorsale del Parco.

Sui versanti calcarei si insedia la vegetazione rupicola costituita da popolamenti arcaici che vivono in condizioni microclimatiche e pedologiche particolari. E’ tra questi popolamenti che troviamo le specie di maggiore interesse e anche peculiari del parco come documentato da alcuni grandi botanici del passato che hanno svolto qui importanti erborizzazioni e segnalazioni.

Grandi superfici occupa  l’ habitat prioritario: Praterie substeppiche di graminee e piante annue; questo ambiente coincide, spesso, con le aree dei vecchi pascoli ancora oggi percorse dai pastori e greggi soprattutto nel versante otrantino. Di particolare rilievo sono i prati a Barboncino mediterraneo (Cymbopogon hirtus) e quelli a Stipa (Stipa capensis) spesso interessati dagli incendi estivi ma che ospitano una diversità faunistica e floristica elevata.  Nel resto del territorio del Parco non mancano poi paesaggi di eccezionale valore come macchie e garighe tra le quali spiccano per bellezza quelle con Euforbia arborea dell’area meridionale tra Marina Serra e Leuca e quelle a Quercia spinosa nei pressi del Faro della Palascia ad Otranto.

Gli ambienti presenti suddividono in molti tratti l’area costiera in  fasce parallele che presentano, procedendo dalla linea di costa verso l’interno, aspetti paesaggistici e vegetali diversi e ricchi di suggestione.

Paesaggi rupicoli, pseudosteppe, oliveti terrazzati, importanti nuclei boschivi e di macchia bassa compongono, infatti, un mosaico ambientale tra i più belli di Puglia.

Oggetto di particolare tutela sono gli habitat, presenti nel Parco, inseriti nella Direttiva 92/43/CEE nota come Direttiva Habitat. Di seguito si riportano tali habitat ma si segnala che studi più approfonditi stanno mettendo in luce la presenza di ulteriori ambienti oggetto di tutela ai sensi della citata Direttiva.

Habitat prioritari della Direttiva 92/43/CEE:

Percorsi substeppici di graminee annue dei Thero-Brachypodietea Cod. 6220;

Habitat di interesse comunitaria della Direttiva 92/43/CEE:

  • Scogliere con vegetazione delle Coste mediterranee con Limonio endemico Cod. 1240
  • Pareti rocciose con vegetazione casmofitica Cod. 8210
  • Formazione di Euphorbia dendroides Cod. 5331
  • Versanti calcarei della Grecia mediterranea cod. 8216
  • Grotte non ancora sfruttate a livello turistico Cod. 8310
  • Grotte marine sommerse o semi-sommerse Cod. 8330
  • Foreste di Quercus ilex
  • Foreste di Olea e Ceratonia Cod. 9320
  • Foreste di Quercus macrolepis Cod. 9350 

Flora

La flora è ricca di rari endemismi inseriti nella “Lista Rossa“ nazionale e presenza di specie trans-adriatiche e trans-ioniche che esaltano il valore fitogeografico della costa. Si segnalano, in questo ambito, importanti rarità botaniche quali: Fiordaliso di Leuca (Centaurea leucadea), Alisso di Leuca (Aurinia leucadea), Campanula pugliese (Campanula versicolor), Efedra (Ephedra campylopoda), che trova qui l’unica stazione italiana e la rarissima Veccia di Giacomini (Vicia giacominiana) endemita puntiforme con popolamenti ben visibili nella zona di Porto Badisco.

Un nutrito gruppo di orchidee (generi Serapias, Ophris, Orchis, Spiranthes, Anacamptis ecc…), arricchisce la componente floristica del Parco di rarità e forme di straordinaria bellezza.

Tra le specie arboree merita una menzione particolare la Quercia vallonea che, nel territorio di Tricase, ha il suo avamposto più occidentale d’Europa.

Gli esemplari monumentali presenti rendono quest’area  uno dei siti più suggestivi dell’intera Area Protetta. Complessivamente la ricchezza floristica stimata e di circa 800 specie (circa il 60% della ricchezza foristica dell’intero Salento).

Specie Vegetali prioritarie secondo la Direttiva 92/43/CEE

Stipa Austroitalica ( Fam. Gramineae)

SPECIE VEGETALI DELLA LISTA ROSSA NAZIONALE

Centaurea leucadea

Centaurea japigica

Centaurea nobilis

Dianthus japigicus

Vicia giacominiana

Echinops spinosissimus

Aegilops uniaristata

Quercus macrolepis

Aurinia leucadea

Campanula versicolor

Limoniastrum monopetalum

Omithogalum adalgisae

Serapias orientalis subsp. apulica

Vincetoxicum hirundinaria subsp. adriaticum

Carum multiflorum

Ephedra campylopoda

Umbilicus cloranthus

SPECIE VEGETALI DELLA LISTA ROSSA REGIONALE

Epipactis microphylla

Bonannia graeca

Centaurea deusta ssp. divaricata

Chamaecytisus spinescens

Linum tommasinii

Allium atroviolaceum

Cytinus ruber

Erodium nervulosum

Helianthemum jonium

Iris pseudopumila

Agrostemma gitago

 

ORCHIDACEE PROTETTE DALLA CONVENZIONE CITES

Anacamptis pyramidalis

Epipactis microphylla

Ophrys bombyliflora

Ophrys bertolonii

Ophrys holoserica subsp. apulica

Ophrys lutea Cav. Orchis lactea

Orchis morio

Orchis papilionacea

Serapias lingua

Fauna

La ricchezza dei fenomeni carsici ed erosivi trova la sua massima espressione nella miriade di grotte costiere, spesso, semisommerse che rappresentano veri e propri santuari di valenze geomorfologiche e rarità animali.

Quanto alla fauna, infatti, ricordiamo come in quest’area vi sia stata l’ultima presenza regionale del mammifero più raro d’Europa, la Foca monaca (Monachus monachus).

Sempre in questi ambienti la fauna troglobia annovera diverse specie di rari invertebrati come Italodytes stammeri, Typhlocaris salentina, Haloblothrus gigas, piccoli crostacei ed altri organismi marini che trovano nelle grotte sommerse e semisommerse condizioni di rifugio e sopravvivenza come Higginsia ciccaresei una spugna nota esclusivamente per le acque di Grotta Zinzulusa.

I rettili annoverano in quest’area alcune specie prioritarie tra cui il bellissimo Colubro leopardino (Elaphe situla) ed il più comune Cervone (Elaphe quatuorlineata).

Tra gli uccelli, oltre alla presenza di specie tutelate come  il Falco pellegrino (Falco peregrinus), Falco della Regina  (Falco eleonorae) Gheppio  (Falco tinnunculus),  Barbagianni  (Tyto alba), Calandra (Melanocorypha calandra),  Calandrella (Calandrella brachydactyla),  si segnala un interessante passaggio migratorio ben visibile dai punti più panoramici del Parco spesso puntellati dalle torre costiere di avvistamento.

Tra i mammiferi presenti sono da considerare di particolare rilievo le colonie di specie diverse di chirotteri all’interno di alcune grotte.

Specie Animali  prioritarie secondo le Direttive 79/409CEE e 92/43/CEE

Lo status di presenza viene definito attraverso: CE certa; PR probabile; DF  

difficile; ES estinta; B nidificante; ? dubbio incerta. 

Uccelli  – Gallina prataiola. ? (non nidificante solo presente)

Mammiferi Foca Monaca (Monachus monachus)  ES;

Rettili   – Cervone  CE; Colubro Leopardino CE;

Uccelli  – Falco pellegrino B? – Falco della Regina ES? – Gheppio B – Barbagianni B – Calandro B Calandrella B – Calandra B;

Mammiferi –   Chirotteri

SPECIE ANIMALI DELLA LISTA ROSSA NAZIONALE

Rettili – Geco dell’Egeo CE;

Uccelli – Quaglia;  B – Gufo comune; B – Rondone Maggiore  B? – Rondone Pallido; B – Piccione selvatico B – Monachella B.

 

Il Piano territoriale del Parco

Con deliberazione 13/2010 il Comitato Esecutivo ha dato il via alla elaborazione e redazione del Piano Territoriale

Il Piano si prefigge, in particolare, i seguenti obiettivi:

  • integrazione delle analisi settoriali fornite dall’Amministrazione Provinciale;
  • redazione del documento di analisi;
  • redazione della cartografia informatizzata;
  • raccordo con gli strumenti di pianificazione sovraordinata (PTCP, PPTR, DRAG), con gli strumenti urbanistici dei comuni di riferimento e con gli Enti e gli Uffici competenti;
  • supporto al percorso di raccordo tra Piano territoriale del Parco e pianificazione strategica di area vasta;
  • supporto al processo di realizzazione del SIT del Parco;
  • supporto ai processi di partecipazione della comunità che accompagneranno la redazione del Piano;
  • supporto alla redazione della proposta di schema di Piano secondo i punti meglio descritti all’articolo 6 della legge regionale 30/2006;

Con delibera n° 6 del 28.03.2011 è stato approvato il Primo documento preliminare del Piano; tale atto di indirizzo ha segnato  l’avvio della necessaria fase di cooperazione e copianificazione con gli attori territoriali e, più in generale, con le popolazioni interessate.  

Punti di forza e di debolezza nella gestione del Parco

La gestione dell’Area Protetta richiede una attenta valutazione dei punti di forza e di debolezza che il territorio esprime. Proprio in funzione di questi fattori il comitato esecutivo ha messo in atto in questi anni specifiche progettualità ed interventi.

Si elencano di seguito dieci punti di forza ed altrettanti punti di debolezza così come desunto da indagini preliminari svolte e questionari somministrati a popolazione e visitatori.

Punti di forza

1) Ambiti naturalistici di eccezionale bellezza, ancora ben conservati (pascoli, falesie a picco sul mare, grotte costiere);

2) Presenza di attrazioni storiche, culturali, naturali ed eno-gastronomiche, di particolare interesse e meritevoli di essere inserite nei circuiti turistici alternativi e destagionalizzati;

3) Costa con buona qualità delle acque di balneazione quale elemento di attrazione turistica primaria;

4) Presenza di flussi turistici in costante aumento;

5) Incremento della ricettività turistica nei territori interni anche a basso impatto ambientale come Bed&Breakfast ed Agriturismi biologici;

6) Collocazione geografica strategica e suggestiva (estremo lembo meridionale della Penisola e punto più orientale d’Italia da cui si possono godere i panorami montuosi albanesi)

7) Centri storici attrattivi, ben conservati e in corso di valorizzazione;

8) Azioni di recupero della sentieristica rurale;

9) Buona vivacità di alcuni attori territoriali quali associazioni del terzo settore ed imprenditoria giovanile nel settore ambientale;

10) Paesaggi agrari interessanti e processo di valorizzazione dei prodotti agricoli autoctoni.

Punti di debolezza

1)     Estrema frammentazione di habitat naturali per l’eccessiva antropizzazione di alcuni tratti costieri con elevato impatto in quanto interrompono bruscamente la continuità ambientale e paesaggistica dell’Area Protetta;

2)     Carenza di percorsi tematici in grado di valorizzare il complesso delle risorse presenti;

3)     Insufficiente presenza di forme di turismo eco-sostenibile, con fortissima concentrazione turistica nei mesi di luglio ed agosto;

4)     Mancanza di una rete di accoglienza turistica integrata e strutturata tra gli operatori pubblici e privati;

5)     Scarsa manutenzione dei beni rurali (muretti a secco, strade di campagna, pajare ecc..

6)     Elevato numero di siti degradati da abbandono incontrollato di rifiuti;

7)     Bassa percentuale di aree di proprietà pubblica (circa il 3% dell’area protetta, concentrate soprattutto nel demanio marittimo);

8)     Abbandono delle attività agricole tradizionali con relativo degrado di oliveti e coltivi sempre più oggetto di incendi estivi;

9)     Elevato numero di incendi estivi;

10)   Percezione prevalentemente vincolistica dell’Area Protetta da parte delle popolazioni locali.

Principali progettualità ed azioni messe in atto dal Comitato Esecutivo del Parco

In relazione a canali finanziari specifici sono state sviluppate numerose progettualità alcune delle quali sono già in corso altre in attesa di concreto inizio.

In particolare si elencano:

  • PO FESR

PO FESR Puglia 2007/2013 – Asse 4 – Linea 4.4 . Azione 4.4.1 – Attività A – Recupero manufatti edilizi esistenti da destinare alla fruizione e all’ospitalità diffusa

PO FESR Puglia 2007/2013 – Asse 4 – Linea 4.4 . Azione 4.4.1 – Attività B – primi interventi di recupero della sentieristica

PO FESR Puglia 2007/2013 – Asse 4 – Linea 4.4 . Azione 4.4.1 – Attività C – ciclovie di collegamento delle aree urbane con l’area naturale

La prima attività è già stata finanziata nel corso dell’anno 2010 mentre le successive sono state dichiarate ammesse a finanziamento.

  • PRA – Piano Regionale per l’Ambiente

Un progetto relativo alla tutela dei chirotteri di grotta e ridiffusione della Quercia vallonea  (Asse 2 – Linea di intervento “E” – “Azioni di tutela della biodiversità nel sistema di conservazione della natura” – 300.000 Euro), è in corso di esecuzione con l’avvio di lavori di ingegneria naturalistica, studi, monitoraggi, rimboschimenti ed azioni espositivo-didattiche.

Anche nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Regione Puglia è stato concesso all’Ente un finanziamento di € 150.000 per tre distinte azioni della misura 227 in altrettanti comuni del Parco riguardanti rinaturalizzazione dei boschi, valorizzazione dei popolamenti da seme e valorizzazione turistico ricreativa dei boschi. Per queste attività è stato avviato il concreto inizio lavori nel mese di marzo 2012.

  • SAC – Sistemi Ambientali e Culturali

Ancora ammessa a finanziamento  è stata la  proposta progettuale elaborata dal Comitato Esecutivo nell’ambito dei Sistemi Ambientali e Culturali (SAC) della Regione Puglia e per l’attuazione territoriale dell’Azione 4.2.2 “Azioni di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale in grado di mobilitare significativi flussi di visitatori e turisti di cui sia valutata la domanda potenziale, anche ai fini di destagionalizzazione dei flussi di visita, dell’allungamento della stagione e di una maggiore attrazione di differenti segmenti di domanda” e dell’Azione 4.4.2 “Promozione e valorizzazione del patrimonio naturale del sistema regionale per la conservazione della natura a fini turistici (lettere e-f)” del PO FESR Puglia (2007-2013)” . Tale proposta, ha richiesto notevoli sforzi di coordinamento interessando oltre ai comuni del Parco anche quelli di Giurdignano, Muro Leccese, Uggiano La Chiesa, Cannole, Bagnolo del Salento, Palmariggi, Giuggianello, Salve, Morciano di Leuca, Patù.

Le principali e più ambizione operazioni contenute nella proposta di attivazione del SAC denominato Porta d’Oriente sono riassunte di seguito.

La macro operazione STRUMENTI E AZIONI PER L’INTEGRAZIONE che ha l’obiettivo di definire strumenti e azioni per garantire una gestione integrata dei beni ambientali e culturali.

Nello specifico, è scomponibile nelle seguenti azioni ed interventi:

  • Identità di marca. Tale operazione consiste nella ideazione, progettazione e valoriz-zazione di un brand del SAC “Porta d’Oriente” che possa rimandare in maniera chiara ed evidente all’idea forza e alla specifica strategia di valorizzazione e creare un forte spirito di appartenenza nella comunità locale.
  • “Editoria e comunicazione tradizionale e multimediale”. Tale operazione è finalizzata alla definizione di una strategia unitaria di promozione e comunicazione del SAC coerente con l’idea forza e alla relativa attuazione attraverso strumenti unitari di co-municazione e promo-commercializzazione in formato tradizionale e multimediale;
  • Sistema informativo territoriale diffuso. Tale operazione ha l’obiettivo di implementare e mettere in rete il complessivo sistema dell’accoglienza all’interno del territorio del SAC. Nello specifico, tale intervento consiste nella progettazione e realizzazione di interventi atti a migliorare e mettere in rete il complesso degli sportelli informativi esistenti diffusi sull’intero territorio del SAC. L’obiettivo è “accompagnare” l’utente nella definizione della complessiva esperienza di fruizione delle risorse ambientali e culturali del SAC. Tali sportelli informativi rappresentano, inoltre, luoghi di accesso pubblici ai servizi digitali avanzati di fruizione e valorizzazione delle risorse del SAC.
  • Sensibilizzazione della comunità locale. Tale operazione consiste nel progettare e definire un complesso programma di sensibilizzazione delle comunità locali sullo straordinario patrimonio ambientale e culturale che caratterizza lo specifico territorio.
  • Progettazione e realizzazione di un portale del SAC. Tale operazione consiste nel progettare e realizzare un portale del SAC a supporto della gestione integrata delle risorse ambientali e culturali che valorizzi le potenzialità del web 2.0 ed in accordo con gli standard della WAI (Web Accessibility Initiative).
  • Card “Porta d’Oriente. Tale operazione è strumentale all’integrazione dell’offerta ed è finalizzata allo sviluppo e realizzazione di strumenti di integrazione Ambiente-Cultura, quali la ‘messa in rete’ di servizi già esistenti o da sviluppare (di fruizione, di trasporto, ecc.) coerenti con i key concepts dell’idea forza e quindi con le vocazioni principali del SAC da far fruire attraverso un’unica card con un piano tariffario da definire;
  • Cartellone unico degli Eventi del SAC. Tale operazione è finalizzata alla definizione di numero definito di eventi (esistenti e da prevedere) che rimandino in maniera chiara ed evidente ai key concepts dell’idea forza del SAC e siano, pertanto, meritevoli di essere promossi attraverso una specifica azione di comunicazione integrata da parte del SAC.

L’operazione Sostenibilità della ricettività turistica vuole essere di supporto al lavoro dell’Ente Parco “Otranto – S. M. di Leuca e Bosco di Tricase”, che ha già in elaborazione un Disciplinare per le strutture ricettive che vogliano fare della sostenibilità un attributo caratterizzante della loro offerta, nonché volto alla creazione di un marchio di qualità per i prodotti, le aziende, le strutture ristorative. Il fine è quello di promuovere un’immagine del territorio dal punto di vista gastronomico che sia “buono, pulito e giusto”. Questa operazione si inserisce in un quadro di attività che vede coinvolta anche l’APT (oggi Puglia Promozione), che ha redatto un manuale per la creazione di un marchio di ricettività sostenibile. L’importanza di una gestione sostenibile della ricettività turistica si manifesta su vari livelli. Primo fra tutti la tutela dell’ambiente naturale, tematica che purtroppo negli ultimi anni ha acquistato il carattere di urgenza. Sul piano dell’offerta turistica, si configura sicuramente come un elemento di pregio e di distinzione; un valore aggiunto alla qualità dell’offerta stessa, che ne acquista anche in visibilità e comunicabilità. Un altro obiettivo è quello di incrementare la differenziazione e la trasmissione di una identità forte con elementi che possano permettere all’economia del SAC di crescere e di emergere nello scenario regionale e nazionale. Alla luce di ciò, l’operazione qui descritta vuole mettere in atto azioni volte alla diffusione, alla divulgazione e al supporto del lavoro dell’Ente Parco e quello dell’APT.

L’operazione MIGLIORARE L’ACCESSIBILITA’ DEL TERRITORIO: IL MATERIALE INFORMATIVO

Questa operazione si inserisce all’interno di uno dei macrotemi individuati per la proposta di SAC “Porta d’Oriente”, in particolare quello del miglioramento dell’accessibilità. Nello specifico l’operazione mira alla realizzazione di tutti i supporti alla comunicazione ed all’informazione che contribuiscono al raggiungimento dell’obiettivo dichiarato “rendere questo territorio comodo per tutti”, con una attenzione particolare alla presenza di un’area protetta di rilievo regionale.  Come si legge nel progetto “Parchi per tutti” del Ministero dell’Ambiente “ i “visitatori deboli” sono quelle persone che, avendo conoscenza di un bene-parco o di un bene culturale, decidono di fruirne ma, per svariate condizioni oggettive, non sono nelle condizioni di realizzare il loro intendimento. I “visitatori deboli” sono tutta quella fascia di popolazione che può essere definita “potenziale”: il mercato lavora non sui clienti acquisiti, ma sempre di più sul “potenzialmente acquisibile”. Allora, non per seguire una rigida logica di mercato, ma per un lavoro di promozione culturale,  è  opportuno lavorare su questo “potenziale” soprattutto attraverso un’opera di informazione mirata e motivante. Informazione, anche qui non semplicemente affidata a ristretti circuiti di “nicchia”, ma una informazione ampiamente educativa”. Da questo presupposto nasce l’intenzione di realizzare materiale informativo specificamente studiato per essere fruibile da tutti ma anche per motivare il “visitatore debole” a fruire dei beni di questo territorio, attraverso una corretta ed esaustiva informazione sui servizi esistenti.  Quindi testi per tutti (contenuti accessibili) su beni per tutti (fruibili da una utenza allargata).

L’operazione MIGLIORARE L’ACCESSIBILITA’ DEL TERRITORIO: I PERCORSI, LA COMUNICAZIONE E L’ASSISTENZA si inserisce all’interno di uno dei macrotemi individuati per la proposta di SAC “Porta d’Oriente” , in particolare quello del miglioramento dell’accessibilità.

Nello specifico l’operazione è costituita da:

1          la realizzazione di servizi di comunicazione e promozione di percorsi didattici e di fruizione legati alla multisensorialità (promozione degli stessi presso le strutture ricettive, i tour operators, i punti informativi) prodotti anche in lingua straniera

2          la realizzazione di percorsi di educazione ambientale per la migliore fruizione dei percorsi e dei beni naturalistici presenti nel SAC

3          la realizzazione di servizi di guida specifici anche in lingua straniera

4          la realizzazione di servizi di intrattenimento per l’infanzia anche in lingua straniera

5          la realizzazione di servizi di accoglienza per visitatori con differenti abilità anche in lingua straniera.

L’operazione Sostenibilità delle produzioni e dei consumi alimentari pertinenti alla Dieta mediterranea (Patrimonio immateriale dell’Unesco).Percorsi informativi, didattici e promozionali che si inserisce, infine, all’interno del macrotema relativo alla Sostenibilità ambientale e conservazione della naturalità dei prodotti agroalimentari.

In particolare si intendono sviluppare iniziative di supporto e valorizzazione alle componenti principali della Dieta mediterranea presenti nelle produzioni agroalimentari del SAC “Porta d’Oriente” in quanto principali attrattori  del turismo sostenibile in generale ed e-nogastronomico in particolare.

Tali azioni oltre a favorire più equilibrati sistemi di produzione e di consumo alimentare all’interno di aree ad elevata naturalità come quello del SAC mirano, soprattutto, ad elevare il livello di attrattività turistica del territorio con particolare riferimento al turismo destagionalizzato e non invasivo.

Non mancano all’interno del SAC “Porta d’Oriente” prodotti e paesaggi meritevoli di at-tenzione al fine di farne forti attrattori turistici. È il caso di produzioni esclusive di piccoli distretti come la “Carota di Sant’Ippazio” a Tiggiano e Tricase, il “Pomodoro di Morciano” nell’omonimo Comune, la “Cicoria otrantina” nelle terre irrigue degli Alimini e poi ancora i formaggi della costa otrantina prodotti nelle pseudosteppe incontaminate del Parco tra Sant’Emiliano e Santa Cesarea o la “Massa con i mugnuli” nelle tavolate di San Giuseppe a Giurdignano ed altri comuni limitrofi, solo per citare alcuni esempi.

Alcuni di questi prodotti godono già di una certa notorietà su scala locale grazie alle sagre ed alcune fiere del calendario agricolo tradizionale.

L’intento dell’operazione è anche quello di esaltare il valore identitario di questi prodotti proprio all’interno di queste manifestazioni che possono ricevere un valore aggiunto in termini non solo di promozione ma anche di miglioramento dell’offerta turistica all’interno delle stesse.

·       Piano Triennale per l’Ambiente – Rete Ecologica Salentina

E’ stato assegnato un finanziamento, da parte della Provincia di Lecce , di circa € 141.000 per progetti di Conservazione, fruizione e di circa € 74.000 per tabellazione. Sono state spese le somme per l’attività di ricognizione sentieristica anche con funzione antincendio per la quale attività sono state coinvolte 5 associazioni del parco per la definizione di percorsi  meritevoli di interventi per la fruizione ed anche l’accessibilità ai disabili.

·       Borghi Vivi

Con delibera n° 23 del 23.06.2010 il Parco ha aderito ad Euro*IDEES – rete dei Borghi Vivi – in qualità di membro effettivo sostenitore per avviare un percorso di recupero integrato dei borghi rurali – semi spopolati a seguito dei flussi migratori – e della loro riqualificazione ambientale, economica, sociale, edilizia e urbana, che sta assumendo una crescente rilevanza in Europa, a seguito del progetto pilota sperimentale Villages d’Europe, lanciato alla fine degli anni ’90 dalla Commissione in quattro paesi europei, tra cui l’Italia.

Il modello di progetto è basato sull’idea dell’albergo diffuso, sull’ospitalità turistica diffusa e su tecniche finanziarie innovative in grado di attrarre capitali privati, creando un giusto equilibrio fra investimenti “caldi” (a redditività nel tempo) e “freddi” (non redditivi, ma indispensabili per la buona riuscita del progetto), rappresentato dallo studio di fattibilità  Borghi Vivi, derivato dalla pre-fattibilità svolta dal progetto Villages d’Europe.

·       CETS – Carta Europea del Turismo Sostenibile

Con delibera n° 9 del 28.03.2011 il Comitato Esecutivo ha aderito al progetto “La Carta Europea per il Turismo Sostenibile” come fondamentale strumento per uno sviluppo turistico locale sostenibile rappresentando, tale progetto, parte della strategia del Comitato in tema di sviluppo sostenibile del Parco ed indirizzo imprescindibile per la redazione del Piano Territoriale.

Il CE del Parco ha poi confermato, per mezzo di diverse iniziative, l’importanza che rivestono per lo sviluppo e la salvaguardia del territorio le tematiche connesse all’agricoltura, implementando le attività di uno specifico sportello agricolo attivato con funzione di supporto ed assistenza agli agricoltori, alle aziende ed agli operatori di settore in materia di agricoltura biologica ma anche in relazione ai diversi bandi presenti nel PSR.

Infine, con mezzi di bilancio, sono stati impegnati dei fondi per la manutenzione di alcuni sentieri, per ottemperare ad obblighi statutari ed al contempo realizzare dei percorsi taglia fuoco, in prossimità di agglomerati abitati, anche ai fini antincendio.

Prospetto sintetico riassuntivo

Parco Naturale Regionale

“Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase”

Legge e data di istituzione: Legge regionale 26 ottobre 2006, n. 30;

Enti coinvolti: Provincia di Lecce; Comuni di Castrignano del Capo, Gagliano, del Capo, Alessano, Corsano, Tiggiano, Tricase, Andrano, Diso, Castro, Santa Cesarea Terme, Ortelle, Otranto.

Superficie interessata dall’area protetta: circa 3200 ettari

Km linea di Costa: circa 57

Altezza minima: m 0

Altezza massima: m 128

Habitat prioritari e percentuale di presenza nel territorio del Parco:

  1. Praterie substeppiche di graminee e piante annue (10%)

Sono ambienti con entità di pregio come le orchidee e coincidono, in molti casi, con i vecchi pascoli ormai in abbandono. Spesso subiscono gli incendi estivi distruttivi anche per la fauna. Il pascolamento, invece, conserva questi ambienti e se fatto con criterio è un elemento di sostenibilità economica dell’uso del territorio.

Habitat d’interesse comunitario presenti nel Parco

1) Versanti calcarei dell’Italia meridionale e della Grecia mediterranea (50%)

2) Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (5%)
3) Boschi di leccio (5%)

4) Boschi di vallonea (Quercus macrolepis) (5%)

5) Grotte marine sommerse o semisommerse (5%)

6) Formazioni vegetali di Olea e Ceratonia (5%)

7) Formazioni di Euphorbia dendroides (10%)

Le quote percentuali sono relative alla quota di territorio interessato da habitat comunitari ed in corso una redazione di carta degli habitat e della vegetazione di più accurato dettaglio e aggiornamento.

Organi di Gestione del Parco

  • Assemblea Consortile costituita dai  Comuni del Parco  e dalla Provincia di Lecce

Presidente:   Dott. Luciano Cariddi – Sindaco di Otranto

 

·       Comitato Esecutivo

Presidente:  Ing. NicolaPanico

Esperti: Ing. Luisella Guerrieri . Paesaggio, Urbanistica, Pianificazione territoriale:

   Dott. Biol. Francesco Minonne – Aspetti naturalistici ed agrari, Conservazione della Natura:

Sede del Parco

Castello Spinola-Caracciolo, Piazza Castello – 73032 Andrano (LE) –  tel:0836/925049

Orario di sportello al pubblico: tutti i mercoledì  dalle 16,00 alle 20,00

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